Articolo a cura del Prof. Augusto Zaninelli – Introduzione. Una visita su tre in Italia viene effettuata per il problema della pressione arteriosa elevata, problema che interessa circa 20 milioni di Italiani.
L’ipertensione arteriosa non è di per sé una malattia, ma ormai si sa per certo che chi ha la pressione del sangue alta rischia di più, rispetto a chi ce l’ha normale, di avere un infarto del cuore o un ictus cerebrale. Quindi, in altre parole, con la pressione alta molto probabilmente si vive di meno di chi ha i valori normali.
Per questo, si è sempre più attenti a questo fattore di rischio, anche perché la probabilità di essere “ipertesi” aumenta con l’aumentare dell’età e sempre più frequentemente il paziente vuole saperne di più, necessita di ulteriori informazioni e pretende, a ragione, di essere maggiormente coinvolto da parte dei medici, nei processi decisionali e nella scelta delle possibili soluzioni.

Questo articolo è impostato, come è molto gradito al giorno d’oggi, con il sistema delle risposte alle domande più frequenti, nate dalla quasi quarantennale esperienza nelle visite mediche da parte dell’autore, che, nell’approccio a persone sia sane, sia malate, ha individuato le domande più frequenti che ha ricevuto durante la sua pratica clinica quotidiana, nel campo dell’ipertensione arteriosa.
#1: definizione

Cosa è la pressione del sangue?
Innanzi tutto la dicitura corretta è “pressione arteriosa”, perché si riferisce alla circolazione del sangue nel sistema vascolare arterioso, mentre la pressione del sangue che scorre nelle vene ha meno importanza nella vita di tutti i giorni.

Va bene, ma allora cosa è la pressione arteriosa?
La pressione arteriosa è un valore misurato, che indica i livelli di forza con cui il sangue circola nelle arterie.

Da che cosa è dato questo valore?
Il valore della pressione arteriosa è un prodotto fra la forza con cui la parte sinistra del cuore pompa il sangue nei vasi sanguigni, moltiplicato per il diametro dei vasi stessi che fanno da resistenza. Più il vaso è stretto e maggiore è la pressione che viene esercitata per poter far circolare il sangue, un po’ come si fa quando si vuole far schizzare più lontano la schiuma della bottiglia di champagne, agitandola e chiudendone parzialmente l’uscita con le dita.

Ma allora la pressione nei vasi sanguini non è sempre la stessa?
Proprio perché dipende dall’azione cardiaca che alterna fasi di pompa con fasi di aspirazione, la pressione è sottoposta ad oscillazioni, fra un valore massimo e uno minimo.

Cosa significa pressione massima e minima?
Massima e minima, sono due espressioni entrate a far parte del linguaggio comune, in realtà la loro corretta definizione è pressione sistolica e pressione diastolica.

D’accordo, allora cosa significa pressione sistolica e pressione diastolica?
Per pressione sistolica o massima, si intende il livello più alto di forza che il sangue deve avere per avanzare, mentre per pressione diastolica, si intende il valore minimo che il sangue deve avere per non essere risucchiato all’indietro, durante la fase di riempimento del cuore.

Qual è l’unità di misura?
La pressione del sangue si misura in millimetri di mercurio, abbreviato in mmHg.

Quali sono i valori considerati normali?
Secondo le ultime definizioni, per essere considerata normale, la pressione arteriosa deve essere al di sotto di 140 mmHg per la sistolica (massima) e al di sotto di 90 per la diastolica (minima). Si ribadisce al di sotto di 140/90 mmHg, quindi non maggiore di 139/89 mmHg.

Questi limiti sono validi per tutte le persone?
In realtà vi sono alcune categorie di pazienti per i quali il limite normale è stare al di sotto di 130/80 mmHg. Queste sono le persone che hanno importanti malattie renali.

Cosa significa quando una persona è definita un “iperteso”?
Per paziente, soggetto, individuo “iperteso” si intende che egli ha valori di pressione arteriosa superiori alla normalità. Occorre sfatare categoricamente che “iperteso” sia sinonimo di persona stressata, nervosa, ansiosa e, quindi, eccessivamente (iper) in tensione (teso) o che in qualche modo i valori elevati di pressione arteriosa siano derivati da livelli eccessivi di agitazione o tensione psicologica. Esistono pazienti calmissimi, che, affetti da ipertensione arteriosa, sono altrettanto “ipertesi” come tutti gli altri individui che presentano valori pressori elevati.