A cura del Dott. Michele Losco – Il legamento crociato anteriore (LCA) rappresenta una struttura di fondamentale importanza per la stabilità del ginocchio; infatti è deputato al mantenimento della normale congruenza articolare tra femore e tibia sotto la spinta di forze che agiscono in senso postero-anteriore. Ha inoltre un ruolo importante nel mantenimento della stabilità rotazionale. Una lesione del LCA crea un’instabilità articolare soprattutto nei movimenti di lateralità, di rotazione e di arresto del ginocchio che può rendere impossibile l’esecuzione dell’attività sportiva, limitare nelle normali attività quotidiane e aumentare il rischio di successivi danni meniscali e cartilaginei.

Con l’aumento negli ultimi decenni del numero di donne che praticano attività sportiva, anche agonistica, vi è stato parimenti un incremento dell’incidenza di lesione del LCA nel sesso femminile. Alcuni studi dimostrano inoltre come in sport in cui i due sessi partecipano in ugual misura la frequenza di lesione del LCA sia oltre due volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini.

Le statistiche del National Collegiate Athletic Association (NCAA) compilate dal 1990 al 1993 hanno dimostrato che le donne sostengono la lesione del LCA 3.83 volte più degli uomini nel basket, 3,06 volte in ginnastica e 2,38 volte nel calcio.

La maggioranza delle lesioni del LCA nelle donne atlete avviene con un meccanismo di “non contatto” (ad esempio rallentando da una corsa, atterrando da un salto o durante un movimento di taglio); meno frequentemente con un meccanismo di “contatto” (ad esempio un contrasto a calcio).

Le cause responsabili dell’aumentata predisposizione delle donne a una lesione del LCA sono multifattoriali e ancora non del tutto comprese. Ci sono quindi molte teorie e molti studi in atto per cercare di spiegare la diversa incidenza di lesione di LCA tra uomini e donne.

Gli eventuali fattori predisponenti nelle donne sono stati suddivisi in intrinseci ed estrinseci.

I fattori estrinseci sono legati al tipo di sport praticato (una giocatrice di rugby rischierà più di una maratoneta), alle condizioni ambientali, al tipo di allenamento dell’atleta; questi, a differenza dei fattori intrinseci, sono potenzialmente controllabili e modificabili.

I fattori intrinseci probabilmente sono i più coinvolti e consistono in specifiche differenze anatomiche, ormonali, neuromuscolari e biomeccaniche tra genere maschile e femminile.

Rispetto ai maschi le donne hanno una gola intercondiloidea più stretta e un diametro del LCA più piccolo; inoltre sono state identificate delle differenze anatomiche per quanto riguarda l’allineamento degli arti inferiori. Più frequentemente le donne atterrano da un salto con una insufficiente flessione e un’aumentata valgo-extrarotazione del ginocchio (pensate ad esempio a una giocatrice di pallavolo che atterra da una schiacciata con le ginocchia a X): questo pattern di attivazione neuromuscolare aumenterebbe il rischio di rottura del crociato. Anche i flussi ormonali legati al ciclo mestruale potrebbero avere un ruolo: in particolare le donne sarebbero a maggior rischio durante le fasi pre-ovulatoria e post-ovulatoria. I fattori intrinseci tendono a essere sesso specifici e quindi immodificabili.

Fortunatamente alcuni programmi specifici di prevenzione hanno dimostrato essere efficaci nel ridurre l’incidenza di lesione del LCA nel sesso femminile. Essi prevedono una combinazione di esercizi non solo di rinforzo e stretching muscolare, ma anche esercizi pliometrici, esercizi di propriocettiva e equilibrio e di rieducazione neuromuscolare per riatterrare correttamente da un salto.

Per una donna, specialmente se giovane e attiva, che si rompe il LCA è consigliato l’intervento chirurgico di ricostruzione artroscopica: anche in questo caso ci sono tecniche più indicate specificamente per il sesso femminile da preferire rispetto ad altre. Una buona chirurgia unita e una buona riabilitazione permettono per lo più il ritorno a una vita normale e allo sport.