A cura del Prof. Francesco Giron – Lo scopo di una protesi di ginocchio è di risolvere il dolore, recuperare un buon arco di movimento del ginocchio, ripristinare una buona funzionalità e quindi, in definitiva, migliorare la qualità della vita del paziente. In particolare, il dolore si risolve in 1-3 mesi post-operatori, con una scomparsa completa a un anno in quasi il 90% dei pazienti; l’arco di movimento del ginocchio non sempre tornerà quello di un ginocchio “normale” ma, dopo adeguata fisioterapia, sarà migliore rispetto a quello preoperatorio; la maggior parte degli studi scientifici concorda che l’intervento di protesi totale di ginocchio è una procedura efficace, con un ripristino di una funzionalità soddisfacente del ginocchio per 10-20 anni in oltre il 90% dei pazienti.
Data la sua efficacia, l’indicazione alla protesi di ginocchio si è allargata negli anni, da pazienti molto anziani e con grave dolore e deformità del ginocchio, anche a pazienti più giovani e funzionalmente più attivi che vorrebbero continuare o riprendere una qualche attività sportiva dopo l’intervento.  È indubbio che l’attività fisica migliori sia lo stato fisico che psicologico dei pazienti e molti studi evidenziano che pazienti operati di protesi totale di ginocchio che si allenano regolarmente abbiano una migliore funzionalità cardio-vascolare.
Se quindi l‘esercizio fisico dopo l’intervento di protesi di ginocchio non solo è possibile ma è anche da incoraggiare, quali sono però le attività che un paziente può svolgere in sicurezza? Per rispondere a questa domanda bisogna considerare due aspetti fondamentali: il materiale della protesi e la sua durata nel tempo.
Le protesi sono costituite da due componenti di metallo (femorale e tibiale) che sono fissate molto stabilmente rispettivamente al femore e alla tibia; tra le due è posizionata una terza componente di plastica (polietilene) che serve a trasmettere il peso dal femore alla tibia e permette il movimento. Sebbene il polietilene sia un materiale duro e resistente, negli anni va incontro a usura, e i piccoli detriti da usura che si formano possono portare all’allentamento delle componenti metalliche e quindi al fallimento della protesi. Più una protesi è sollecitata e più andrà incontro ad usura, e meno durerà nel tempo, rendendo necessario un nuovo intervento di revisione. Sono stati fatti molti studi di biomeccanica per testare le resistenza del polietilene e per quantificare quale sia la pressione massima che esso può sopportare prima di danneggiarsi: il carico di rottura (la pressione oltre quale il polietilene si danneggia) è di circa 12 Mpa (megapascal). Tradotto in termini più comprensibile nella vita quotidiana, questo corrisponde all’incirca a 5 volte il peso corporeo.
Ogni attività fisica quindi che non superi questo valore soglia potrà essere eseguita dal paziente in sicurezza.
Il nuoto sarà assolutamente consigliato; la cyclette, che sollecita il ginocchio per 1,2 volte il peso corporeo potrà essere eseguita senza problemi; una camminata spedita a circa 6 Km/h sollecita la protesi per 4 volte il peso corporeo quindi è consentita; il jogging invece può arrivare a sollecitare oltre 10 volte il peso corporeo (se a una velocità maggiore di 10 Km/h) quindi dovrà essere limitato; il trekking è consentito ma senza eccessivi dislivelli perché, mentre in salita la protesi è sollecitata per 4 volte il peso corporeo, in discesa invece aumenta a oltre 8 volte.
Alcune società scientifiche hanno stilato degli elenchi di attività sportive consigliate e da evitare: sono consigliate attività di non contatto come aerobica, cyclette, bowling, golf, vela; possono essere praticate, ma solo da pazienti che sono già esperti perché lo hanno già praticato; bicicletta, canottaggio, trekking, sci, tennis (solo in doppio); sono invece da evitare sport di contatto e ad alta intensità come il baseball, il basket, il jogging, la pallavolo, l’arrampicata, il tennis in singolo, l‘aerobica ad alta intensità.
Il consiglio quindi è quello di mantenere un buon tono muscolare con attività regolari come passeggiate, bicicletta o cyclette, nuoto e golf, ma, qualche volta per divertimento e non abitualmente, concedersi anche attività come trekking, sci o tennis (preferibilmente in doppio).