Articolo a cura del Prof. Walter Castellani, Dott. Marco Chiostri – Non è un disturbo conosciuto su larga scala ma l’Asma da Temporale (thunderstorm-related asthma), così si chiama in termini tecnici, sta iniziando ad essere sempre più frequentemente segnalata. Si tratta di una sindrome discussa in occasione di svariati Convegni medici nazionali ed internazionali e sulla quale sono state fatte ricerche e studi scientifici da oltre trent’anni a questa parte; digitando su PubMed le parole chiave “thunderstorm” e “asthma” appaiono 65 pubblicazioni “impattate”, a partire dal 1985 quando Pack and Ayres pubblicarono su Lancet l’articolo “Asthma out break during a thunderstorm”.
È stato suggerito che le particelle di amido contenuti nel polline delle graminacee siano la causa più probabile dell’associazione asma/temporale.
I granuli di polline (che hanno dimensioni medie di circa 30 micron) infatti contengono un gran numero di particelle di amido ricoperte da allergeni, ed una volta che i granuli di polline vengono rotti dall’acqua piovana a causa dello shock osmotico, ciascuno di essi può liberare fino a 700 di queste particelle amidacee, abbastanza piccole da raggiungere le vie aeree distali (come avviene per le cosiddette “polveri sottili”) e così innescare un attacco asmatico in soggetti sensibilizzati. È stato dimostrato che che gli allergeni trasportati dalle particelle di amido ottenute dal contatto del polline con l’acqua creano un aerosol inalabile capace di scatenare una rapida risposta asmatica. Esistono dati che implicano anche i pollini di parietaria, che, pur non avendo granuli di amido nel loro citoplasma, possono comunque rilasciare altri microscopici allergeni.
Queste particelle, grazie alle piccole dimensioni (<5micron) possono penetrare in profondità nelle vie aeree.
Quasi tutti i dati hanno dimostrato che le epidemie di asma da temporale sono limitate alle stagioni con maggior concentrazione atmosferica di pollini allergenici. I soggetti allergici al polline che rimangono in ambienti chiusi durante temporali non vengono colpiti; inoltre non esistono osservazioni sul coinvolgimento di soggetti non allergici. I temporali possono concentrare a livello del suolo i granuli di polline, i quali possono così rilasciare nell’atmosfera particelle di dimensioni respirabili dopo la loro rottura per shock osmotico. Inoltre, a causa dei forti campi elettrici che si generano durante i temporali, dal suolo vengono rilasciati ioni positivi che possono aderire alle particelle, e la carica elettrica può facilitare la rottura dei pollini innescando così l’iperreattività bronchiale.
Esistono prove che non solo pollini, ma anche altri allergeni, come muffe e spore, sono state trovate in quantità aumentata durante temporali. Nel caso delle spore di alternaria (ma questo vale, per estensione, anche per altri allergeni), i prerequisiti per una epidemia di asma da temporale sono i seguenti:
1) un soggetto sensibilizzato, atopico, asmatico;
2) una improvvisa e massiva esposizione all’allergene;
3) un forte ed esteso temporale con correnti fredde (discendenti) in un momento ed in un luogo, durante la stagione della presenza di allergeni, in cui molti soggetti asmatici si trovano in ambiente esterno;
4) liberazione improvvisa di grandi quantità di frammenti allergizzanti respirabili.
Nello sforzo di creare dei modelli predittivi per le concentrazioni orarie nell’atmosfera di spore di Alternaria e Cladosporium basandosi sulle condizioni meteorologiche, sono state dimostrate correlazioni statisticamente significative in positivo per temperatura e concentrazione di ozono e negative per l’umidità relativa. È stato così possibile elaborare un sistema di reti neurali in grado di predire la concentrazione di spore con 2 ore di anticipo e dare così il tempo di allertare i soggetti con sintomatologia asmatica spore-correlata.
Chiaramente, non tutti i temporali sono associati con una epidemia di asma. Perciò, anche se esiste un nesso causale fra temporali ed asma, devono esserci altri fattori che interagiscono con i temporali e di cui è necessario tener conto per costruire un qualsiasi sistema di allerta precoce.

Quindi, se nell’immaginario collettivo i soggetti a rischio trovano sollievo con la caduta della pioggia,
pensando che quest’ultima riduca la concentrazione di pollini, ripulendo, per così dire, l’aria, adesso sappiamo che se gli scarichi d’acqua sono troppo violenti, i pollini vengono respirati con tale facilità da provocare un grave effetto broncoostruttivo.
E non a caso più sopra abbiamo parlato di “epidemia”. Infatti di questi episodi ne sono stati registrati parecchi negli ultimi 35 anni, come evidenziato di seguito:
1) 1983, UK – 26 casi di attacchi asmatici improvvisi in rapporto ad un temporale
2) 1992, Australia – Aumento da 5 a 10 volte rispetto al consueto degli attacchi d’asma durante tempeste di fine estate a Melbourne
3) 1994, UK – Dalle ore 18 del 24 giugno, 640 casi in 30 ore di accessi in DEA per asma o altri disturbi respiratori (10 volte più del solito di 66 pazienti)
4) 1999-2000, Canada – 18970 ragazzi (2-15 aa) visitati in DEA durante temporali estivi
5) 1993-2004. USA – 215832 accessi in DEA per asma; di questi, 24350 nei periodi successivi ad un temporale
6) 2000, Australia – Netto incremento degli accessi in DEA per pazienti allergici a graminacee o con febbre da fieno per asma durante temporale
7) 2001, Australia – Eccesso di ospedalizzazioni per asma in primavera ed estate fortemente legate a forti temporali
8) 2002, UK – Studio casi-controllo su 26 pazienti presentatisi all’Ospedale Universitario di Cambridge con asma dopo un temporale
9) 2004, Italia – 6 casi di asma da temporale per allergia al polline di parietaria
10) 2010, Italia – 20 casi di asma da temporale per allergia al polline di olivo
11) 2010, Australia – Epidemia di asma da temporale in Melbourne durante la primavera

L’ultimo grave episodio a novembre 2016 si è verificato in Australia dove 4 persone sono decedute a causa di collasso respiratorio od arresto cardiaco e molte altre hanno riscontrato complicanze in conseguenza di asma bronchiale, per un violento temporale che si è abbattuto sempre sulla città di Melbourne. Dagli studi e dalle osservazioni cliniche risulta che le persone colpite sono caratteristicamente giovani adulti o bambini, mentre l’associazione col temporale è più debole per gli anziani.

Nonostante i primi casi documentati risalgano a svariati anni fa, l’Asma da Temporale è considerata una patologia emergente soprattutto in Italia a seguito delle note variazioni climatiche.