Seniorin beim Fitnesstraining im Wald

Articolo a cura del Prof. Fattirolli – Prevenzione, cura, riabilitazione… e ancora prevenzione,  sono i principi cardine del trattamento di moltissime malattie e delle malattie del cuore in modo particolare. Prevenire e curare nel modo appropriato, ma poi consolidare i risultati ottenuti con i trattamenti e fare in modo che la malattia non progredisca o che i suoi effetti non producano un aggravamento sulla funzione del cuore e, non ultimo, evitare per quanto possibile di poter avere “una ricaduta”: ecco che riabilitazione e prevenzione secondaria giuocano un ruolo determinante.

In cosa consiste l’intervento riabilitativo?
Riabilitazione e prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari rappresentano un intervento multifattoriale ed integrato, effettuato da un team composto da cardiologo, infermiere, fisioterapista, dietista e psicologo, anche  con la collaborazione di altri specialisti. Si realizza attraverso la valutazione clinica e  funzionale, la messa a punto della terapia farmacologica ottimale, la ripresa dell’attività fisica in regime di sicurezza, la correzione dei fattori di rischio e l’educazione sanitaria. Oltre alle indagini cliniche specialistiche, hanno un ruolo centrale  gli interventi mirati alla modifica dell’alimentazione non salutare, alla cessazione del fumo, alla conoscenza dei farmaci e alla loro corretta assunzione, alla esecuzione dell’esercizio terapeutico sotto monitoraggio e all’autogestione in sicurezza dell’attività motoria in ambito lavorativo e ricreativo.

Per chi è indicata la Riabilitazione Cardiologica?
I programmi di riabilitazione sono indicati dopo l’infarto (sindrome coronarica acuta), dopo rivascolarizzazione con angioplastica coronarica; nell’angina stabile da sforzo; dopo chirurgia coronarica (by-pass coronarico)  o valvolare (riparazione o sostituzione delle valvole); negli ultimi anni una particolare indicazione, destinata ad aumentare nel tempo, riguarda anche lo scompenso cardiaco cronico.

Per i più giovani o anche per gli anziani?
Non vi sono limitazioni determinate dall’ età. Nei più giovani occorre restituire ciascuno quanto prima alla vita attiva e lavorativa, con una efficace istruzione finalizzata a prevenire le condizioni che potrebbero esporre al rischio di recidive nel medio e lungo termine; nei più  anziani, che spesso hanno più malattie e rischiano di subire una limitazione della capacità di mantenere le abituali attività quotidiane dopo tornati a casa, la riabilitazione può risultare fondamentale per conservare una vita autonoma.

Quando deve essere iniziato e quanto deve durare?
I programmi riabilitativi iniziano non appena le condizioni cliniche, cioè gli esiti della malattia, si sono stabilizzate. In generale dopo pochi giorni da un infarto o da un intervento al cuore vengono intraprese le prime valutazioni ed è possibile  l’inizio della fisioterapia. Il programma ha modi e tempi variabili in funzione delle necessità di ciascuno: da due settimane ad alcuni mesi, per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Quali sono i principali risultati che si ottengono in chi fa la Riabilitazione Cardiologica?
È stato dimostrato da numerosi studi che partecipare a programmi riabilitativi migliora l’aspettativa di salute negli anni successivi. Questo è tanto più significativo quanto più elevato è il “profilo di rischio” cioè la condizione in cui si trova il soggetto dopo l’evento acuto. Coloro che hanno subito un danno più rilevante dall’infarto, che sono stati sottoposti ad un intervento più complesso, che hanno molteplici fattori di rischio da tenere sotto controllo (ad es:. il diabete, l’ipertensione,) o che rischiano importanti limitazioni delle proprie attività quotidiane, ottengono i maggiori benefici in termine di minore possibilità di successivi eventi avversi e di una migliore qualità della vita.