A cura del Dott. Roberto Biadaioli – Il cibo ha una sua ovvia importanza per la crescita e per il mantenimento della funzioni vitali del neonato – lattante, ma è conseguentemente anche una fonte di piacere e di rassicurazione.
Ad esempio nei primi quattro mesi e mezzo di vita il peso del neonato raddoppia e questo dato sembra talmente scontato che nasconde facilmente il suo enorme valore: molti, infatti, si meravigliano che, nei primi mesi, mangi con così grande foga, quasi cercando di non respirare, ma se noi pensassimo alla sforzo che il suo organismo deve fare, appunto, per raggiungere la duplicazione del peso di partenza, questo non meraviglierebbe più. Ed eviterebbe anche alcune incomprensioni del comportamento del lattante stesso.
Dopo che, in situazioni normali, il lattante si è abituato ad essere soddisfatto nel suo tremendo e doloroso (avete mai visto piangere un lattante affamato?) senso di fame, il succhiare il capezzolo materno o il ciuccio, diviene un importante gesto per rassicurarsi in situazioni di difficoltà, come il momento dell’ addormentamento o altro, fino a circa tre anni di età.
Accade lo stesso per molti fumatori (ahimè!), che imparano a procurarsi piacere con l’ aspirazione del fumo e lo reiterano spesso, in momenti di stress. Per questo, togliere il ciuccio ad un piccolo è un operazione da fare con dolcezza e aspettando il momento giusto. La morbidezza del seno materno è un altro aspetto importante per il piccolo, che cerca di prolungare, anche oltre l’età del lattante, questo rassicurante piacere con un oggetto morbido, cosiddetto di transizione, che spesso consiste in un pezzo di stoffa morbida (ricordate Linus?), che, in aggiunta, deve essere sempre lo stesso!
L’alimentazione del neonato – lattante non comprende solo questi, seppur fondamentali, aspetti, ma è arricchita dalla necessità, sempre più crescente nel bambino, di essere accompagnata da una interrelazione attenta con la persona che gli offre il cibo. E questa esigenza rimarra sempre più, un aspetto principe dell’ alimentazione.
Quando il lattante poppa, fissa lo sguardo della madre. La madre gli parla e gli sorride ed a sua volta evoca una risposta analoga nel piccolo che, non potendo al momento parlare, risponde con sorrisi e gorgheggi. Spesso, superate le sue primissime settimane, si ferma nel suo succhiare e riporte dopo che la madre lo ha leggermente scosso, parlandogli e riposizionando il seno nella sua bocca.