Utili consigli per le vacanze dei piccoli

A cura del dott. Massimo Generoso – Le vacanze sono per tutti i componenti della famiglia un periodo di vita diverso dalla routine quotidiana. Rappresentano anche una magnifica occasione di riposo, di svago, per recuperare un contatto più profondo e stabile tra genitori e figli e per imparare insieme a conoscere e a rispettare l’ambiente. Anche in caso di spostamenti dal proprio luogo di residenza per pochi giorni, è bene portare con sé la tessera sanitaria e il libretto delle vaccinazioni del bambino. Può essere utile anche una piccola “valigetta” di pronto soccorso con termometro, farmaco antifebbrile, disinfettante, garze sterili, cerotti, crema per punture di insetti.

La presenza in famiglia di un bambino, specie se piccolo, deve far considerare alcune regole essenziali: – i ritmi di vita devono essere commisurati alle esigenze del bambino e alla sua età; devono essere previsti spazi e tempi adeguati per il gioco, per il riposo, per i pasti, senza peraltro che gli interessi dei genitori vengano sacrificati completamente; – la località per le vacanze deve avere determinati requisiti. Innanzitutto ci devono essere sufficienti garanzie igienico-ambientali: temperatura, umidità, ventilazione adeguati, traffico poco intenso, non eccessivo inquinamento atmosferico. In secondo luogo devono essere presenti adeguate strutture sanitarie (ambulatorio del pediatra, farmacia…), raggiungibili in tempi ragionevoli; – il periodo per le vacanze non deve costituire un problema e può essere scelto liberamente dalla famiglia, a patto di rispettare le annotazioni precedenti.

Consigli per il mare Se il bambino ha pochi mesi di vita, può giocare in una vaschetta riempita di acqua di mare (se il mare è pulito) e lasciata scaldare al sole. Se il bambino è più grande, si può tuffare in mare direttamente (ma non deve essere costretto controvoglia a entrare in acqua!). Il bagno può essere fatto anche dopo mangiato; solo nel caso di pasto molto abbondante o di acqua particolarmente fredda, è meglio attendere un’ora prima di immergerlo completamente. Per quanto riguarda la durata del bagno in mare, si può affermare che non esiste un limite uguale per tutti i bambini. I segnali da controllare sono che il bambino non inizi ad avere le labbra viola o brividi di freddo. In questo caso è meglio che esca dall’acqua. Il bambino non va mai lasciato solo mentre fa il bagno, anche se è in compagnia di bimbi più grandi di lui. Bisognerebbe sempre ricorrere alla sorveglianza a contatto, cioè sorvegliare il bambino in acqua a una distanza inferiore alla lunghezza del proprio braccio.

Consigli per un “buon” sole estivo – Evitare o limitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, cioè fra le 10 e le 17. È comunque sempre opportuno far indossare al bambino un cappellino a tesa larga e occhiali da sole con filtro UV.
– Lasciare alla pelle il tempo di abituarsi al sole (esposizione graduale!) e comunque proteggerla con filtri solari a Fattore di Protezione elevato. I filtri solari devono avere proprietà fisiche (schermo fisico) e chimiche (filtro chimico) in grado di proteggere la pelle dalla maggior parte delle diverse lunghezze d’onda delle radiazioni solari. Non esistono filtri solari che garantiscano una protezione totale.
– Scegliere prodotti non profumati per non attirare gli insetti e non causare irritazioni della pelle.
– Se il bambino sguazza nell’acqua gran parte del giorno, usare prodotti resistenti all’acqua (waterproof) e rinnovare molto spesso l’applicazione (l’acqua aumenta l’intensità delle radiazioni solari).
– La pelle delle persone di carnagione chiara e capelli biondi o rossi ha minor capacità di protezione e si brucia più facilmente; pertanto deve essere protetta con maggiore attenzione.
– Per i bambini sotto i 6 mesi di età è consigliabile l’esposizione indiretta al sole (sotto l’ombrellone arrivano comunque raggi riflessi dalla superficie del mare e dalla sabbia), preferibilmente nella prima metà del mattino e nella seconda metà del pomeriggio.
– Controllare che i bambini non stiano fermi al sole. Se si muovono, l’angolo delle radiazioni cambia continuamente in rapporto alla pelle e si allontana il rischio di ustioni.
– Far bere spesso i bambini, soprattutto quelli più piccoli che si disidratano più facilmente.
– Alla fine della giornata è importante reidratare la pelle con un doposole.

Cosa fare in caso di lesione da organismi marini Per una lesione da medusa: – Indossare (se possibile) guanti di protezione;
– Non lavare con acqua dolce, usare solo acqua di mare per rimuovere il grosso dei tentacoli (se presenti);
– Asciugare la parte lesa, evitando di sfregare la cute;
– Lavare la parte lesa con acqua calda per circa 20 minuti;
– Applicare gel al cloruro di alluminio oppure acido acetico al 4-6%;
– Tenere la parte lesa all’ombra;

Per una puntura da tracina (pesce ragno):
– Pulire la ferita da eventuali residui visibili (frammenti di spine, sporco, ecc);
– Fare immergere immediatamente la parte colpita in acqua molto calda (37-40 °C) per almeno mezz’ora; il veleno rilasciato con la puntura viene inattivato dal calore.

Per una puntura da ricci di mare: – Pulire la ferita da eventuali residui visibili (frammenti di spine, sporco, ecc.).
– Rimuovere frammenti di spine di riccio dalla pelle senza tirarle, ma spingendole in direzione opposta a quella di penetrazione, in modo che non si spezzino all’interno della ferita;
– Lavare la ferita con acqua calda;
– Applicare una pomata antibiotica, se a disposizione.

Consigli per la montagna – Il bambino sano è in grado di sopportare senza particolari problemi altitudini fino a 2.000-2500 metri. Al di sopra dei 2500 metri si potrebbe verificare il male acuto di montagna (irritabilità, disturbi del sonno, disappetenza, vomito…).
– Attenzione alle scottature: in montagna i raggi ultravioletti sono meno filtrati che al mare e pertanto è necessario usare filtri solari a Fattore di Protezione elevato, berrettini e occhiali da sole con filtro UV.
– Attenzione a vipere, insetti, bacche e funghi velenosi: il bambino deve essere controllato a vista se gioca vicino a cespugli, erba alta, pietraie.
– Attenzione all’acqua dei ruscelli: non va mai bevuta, anche se sembra pulita.
– Attenzione al latte appena munto: non è pastorizzato e non dà garanzie igieniche.