A cura del dott. Daniel Di Segni – C’è chi il proprio lavoro lo ama e chi lo detesta, chi arriva nel posto di lavoro felice e chi invece vive la giornata lavorativa come un’agonia. Sicuro, però, è che ormai la maggior parte dei lavori che riguardano le persone in ufficio si svolge davanti a un computer, con una serie di parametri e informazioni da inserire nel terminale ogni giorno; se pensiamo a quanti anni si passano davanti al monitor a lavorare, è facile capire come sia importante per questo motivo adottare una postura adeguata per evitare problemi e dolore alla cervicale.

Infatti se ci si ferma a guardare, durante la giornata lavorativa, come gli impiegati sono seduti davanti al terminale è facile immaginare, nel lungo periodo, i vari disturbi che potranno avere al collo.

Ma quali sono questi fastidi avvertiti in ufficio?

Beh, direi che sono molteplici e riguardano vari distretti corporei, ma andiamo a focalizzarci principalmente sul rachide cervicale.Mantenere il busto orientato in avanti per controllare i dati sullo schermo crea una condizione di maggior carico anteriore sulle vertebre, che si trovano compresse dal peso della gravità e dalla testa e dalla colonna compressa sulla sedia: questo atteggiamento è estremamente diffuso all’interno degli uffici con i dipendenti protesi in avanti e a scrivere sulla tastiera. Questa condizione di proiezione del corpo in avanti crea non solo un assetto posturale errato, ma anche molta pressione all’interno dei dischi intervertebrali, cioè quelle strutture molli con la funzione di cuscinetto poste tra una vertebra e l’altra.

Questo disco infatti ha la normale capacità di distribuire le forze in maniera uniforme e di poter tornare dopo un movimento alla posizione fisiologica ma, se viene protratta per molto tempo una posizione (magari in avanti) la componente gelatinosa all’interno della sua struttura tende a migrare esternamente dalla sua posizione, andando quindi ad irritare le radici nervose dei nervi che si originano a livello cervicale e che irradiano l’arto superiore.

Infatti è molto frequente la situazione della cosiddetta “cervicobrachialgia”, cioè una condizione di dolore e sintomi di origine neurologica che nascono dal collo per irradiare il braccio fino alle dita.

Questa sofferenza dei dischi intervertebrali è data spesso dalla classica posizione “da computer”, cioè dove c’è una postura con il rachide dorsale flesso in avanti, il collo completamente anteriorizzato (con la postura a “tartaruga”) e con un atteggiamento in estensione del capo rispetto alle vertebre del rachide cervicale alto.

L’assetto così comune infatti genera, oltre ai suddetti danni alle strutture discali, un cambiamento strutturale dei vari muscoli del torace e del collo, sia nella loro parte anteriore che in quella posteriore.

I muscoli anteriori (Scaleni e Sternocleidomastoidei) tendono ad accorciarsi e a indebolirsi, mentre quelli posteriori, che hanno quindi una funzione di rotazione e di stabilizzazione del rachide cervicale, vanno incontro a uno spasmo con conseguente dolore e cambiamento anche della fisiologica curva cervicale (il collo deve avere una certa lordosi cioè una convessità anteriore).

Il cambiamento di assetto non solo induce la sensazione di rigidità e di dolenzia nei movimenti rotatori, ma può, in alcuni casi, sfociare in condizioni più gravi come vertigini, mal di testa e nausea.
Se a questo quadro ci si aggiunge anche un coinvolgimento dell’articolazione temporo-mandibolare che è strettamente legata al collo e che colpisce specificatamente la popolazione femminile, la combinazione generale è esplosiva.

Ma come fare quindi per avere un assetto adeguato e salvaguardare il rachide cervicale?

Essendo io un fisioterapista specializzato nella cervicale ho potuto elaborare alcuni consigli che sembrano stupidi, ma vi assicuro che possono modificare di molto la vostra sintomatologia dolorosa nel collo.

Innanzitutto il mio consiglio è quello di non passare le ore intere davanti ad un terminale e cercare di spezzettare le ore in sessioni da 25 minuti l’una, in modo da non passare troppo tempo fissi in una posizione e ottimizzare in questo modo il proprio lavoro.

Un altro consiglio è quello di posizionare lo schermo del computer in maniera diretta e orizzontale agli occhi, cercando di mantenere quindi lo sguardo in maniera altezza occhi e non stare ore con il computer e lo schermo in basso (con conseguente flessione del collo per accomodare la vista).

Inoltre, sembrerà una sciocchezza ma vi assicuro che fa tanta differenza, è importante eseguire uno zoom del proprio schermo, in modo che le cose risultino più grandi e non abbiate il bisogno di avvicinarvi per vedere meglio i numeri e lettere scritte spesso in un carattere così piccolo.

Ultimo consiglio è quello di scegliere una poltrona ergonomica adatta alla vostra struttura corporea che vi porti a stare in maniera corretta e fisiologica per tutta la colonna vertebrale, favorendo quindi il normale assetto delle strutture e non portare in  sovraccarico i vari tessuti molli e i muscoli.

 

Dott. Daniel Di Segni

Dottore in Fisioterapia

Terapia Manuale

Rieducazione Posturale

Riabilitazione post-chirurgica

Cervicalevertigini.it