Nutrizione e BPCO

A cura della dott.ssa Carla Dini – La BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è associata a compromissione muscolare, denutrizione e infiammazione sistemica. I sintomi della BPCO includono dispnea da sforzo e frequente ipossiemia che incidono negativamente sulla capacità di alimentarsi in maniera corretta. I pazienti con bronchite cronica (“blue bloater”) hanno un’infiammazione dei bronchi, eccessiva produzione di muco, tosse cronica (per 3 mesi ogni anno), SOB (riduzione del respiro) e nessuna perdita di peso. I pz enfisematosi (“pink puffer”) hanno una notevole perdita di peso con perdita di tessuto muscolare, distensione e distruzione degli alveoli polmonari spesso causata da fumo e inquinamento atmosferico. Il risultato è la dispnea, la riduzione del respiro e la lieve tosse cronica.

La malnutrizione di tipo marasmatico è significativamente maggiore nei pz enfisematosi rispetto ai bronchitici cronici, e sembra essere presente nel 19-74% dei pazienti; contribuisce notevolmente al peggioramento delle condizioni cliniche con aumento delle complicanze e della mortalità.

La grave perdita di peso è causata da anoressia secondaria alla dispnea post-prandiale, al senso precoce della sazietà, all’aumento della spesa energetica dovuto all’iperventilazione, all’ipossia peri-prandiale, alle diete sbilanciate, all’incapacità di acquistare e preparare il cibo, alla depressione e ai disturbi gastrointestinali. I pazienti con un basso peso corporeo presentano una riduzione della massa diaframmatica, una riduzione della massa magra del 20-35% con conseguente riduzione della capacità ventilatoria, una minore capacità di fare movimento e quindi una più alta mortalità.

Il supporto nutrizionale è fondamentale per prevenire o evitare la progressione della malnutrizione e quindi l’ulteriore perdita di peso e la probabilità di sviluppare infezioni.

La supplementazione orale dovrebbe fare parte di un programma di riabilitazione che comprende anche l’esercizio fisico strutturato: l’atrofia muscolare può essere associata a carenza di vit.D e di BCAA (aminoacidi ramificati), quindi utilizzare supplementi nutrizionali contenenti questi nutrienti, Nutrizione e BPCO insieme all’esercizio fisico, può far sì che questi pz recuperino peso corporeo e venga inibita l’infiammazione sistemica.

Può capitare di trovare una condizione di obesità fra i soggetti “blue bloater”, in questi casi è necessaria un’accurata valutazione dato che un eccesso di massa grassa può mascherare un grado variabile di compromissione della massa muscolare.

Dal momento che l’obesità addominale può essere un ostacolo alla capacità ventilatoria, l’intervento nutrizionale sarà finalizzato al riequilibrio del peso corporeo cercando di minimizzare gli effetti catabolici muscolari della restrizione calorica. Per tale motivo diete fortemente ipocaloriche sono sconsigliate a meno che non siano attuate sotto stretta sorveglianza in corso di ricovero. È consigliato invece un approccio dietetico meno aggressivo con apporti calorici non inferiori alle 1200 kcal giornaliere e un apporto proteico relativamente elevato (g 1.2-1.5/kg di peso/die).

Gli obiettivi dell’intervento nutrizionale sono:

– Valutare regolarmente il peso corporeo, il BMI, la composizione corporea e l’intake energetico del pz. Numerosi studi hanno dimostrato che un BMI < a 20 raddoppia il rischio di mortalità. Lo stato infiammatorio aumenta la spesa energetica a riposo.

– Incoraggiare l’uso di alimenti ad alta densità energetica (olio, panna, frutta secca, cioccolato, avocado, formaggi, creme, frullati) e di alimenti ricchi di antiossidanti.

– Valutare le capacità masticatorie e deglutitorie di questi pz che sono a rischio di aspirazione per la minor capacità di coordinamento fra respirazione e deglutizione.

– Mangiare poco e spesso, ad esempio una piccola porzione ogni 2 ore, masticare bene e riposare dopo ogni pasto.

– Evitare la preparazione di pasti insipidi rendendo il cibo appetitoso e allettante.

– Scegliere integratori alimentari x os ipercalorici e iperproteici che siano graditi al pz piuttosto che valutarne la composizione in grassi o carboidrati. Molti studi confermano che la supplementazione calorica con integratori alimentari facilita il recupero ponderale se graditi dal paziente e assunti quotidianamente.

– Per correggere la malnutrizione occorre una dieta iperproteica e ipercalorica: 1,2-1,7 g/kg di proteine e 30-35 kcal/kg di calorie per stimolare il processo anabolico.

– Evitare cibi duri e fibrosi, vegetali che producono gas e consigliare comportamenti che evitino il reflusso gastroesofageo.

– Incrementare l’assunzione di acidi grassi omega 3 da salmone, tonno, acciughe, sarde e frutta secca.

– Incoraggiare una dieta ricca di antiossidanti (vit. C,E,A, selenio, zinco, licopene) ricca di frutta, verdura, cereali integrali, frutta secca (modello Mediterraneo).

– L’intake di liquidi dovrebbe essere equivalente a 1 ml/caloria. In caso di dispnea evitare di bere durante i pasti per diminuire la distensione gastrica, evitare anche le bevande gasate che provocano distensione addominale. Bere la giusta quantità di liquidi aiuta anche a rendere il muco più fluido.

– Limitare l’intake di sale. L’eccesso di sodio provoca ritenzione di liquidi e edema che può interferire con la respirazione.

– Controllare l’alvo dando consigli per evitare la costipazione.

2019-03-21T11:23:31+02:007 Aprile 2019|Alimentazione, Benessere, Medicina, Pneumologia|0 Comments

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