L’algofobia: la paura di provare dolore

A cura della dott.ssa Cristina Mencarelli – L’algofobia è la paura immotivata, sproporzionata e persistente di provare dolore o di poter provare dolore. È un tipo di fobia specifica altamente prevalente nella popolazione anziana, quando ci si rende conto che la maggior parte di amici e conoscenti è affetta da varie malattie e dolori. A livello biologico questo stress psicologico si riflette sul corpo con un’elevata tensione muscolare perenne.

Da cosa nasce

Questa fobia è spesso la conseguenza di esperienze traumatiche: lunghi periodi di sofferenza, delusioni in ambito sanitario, o autosuggestione. L’algofobia può assumere differenti sfaccettature: le donne possono incentrarsi maggiormente sulla paura del parto. Un altro esempio è la paura del dolore provocato dai rapporti sessuali, che spesso va a influenzare, persino azzerandolo, lo stimolo erogeno. A volte, invece, è il potere dell’autosuggestione a generare l’algofobia: la lettura di alcuni libri che parlano di dolore o la visione di immagini cruente contribuiscono a elaborare un’idea del dolore spropositata. In molti casi l’algofobia può essere un’alterazione progressiva, in cui la paura viene intensificata a poco a poco fino a quando diventa fobica. Va notato che la persona con questa fobia percepisce il dolore in maniera soggettiva: in generale, chi soffre di questo disturbo tende a temere qualsiasi tipo di esperienza del dolore, anche se leggera. In effetti, in molti casi non è richiesta alcuna esperienza di intenso dolore per gli individui per sviluppare la risposta fobica.

Caratteristiche

L’algofobia presenta una serie di proprietà che la definiscono e la caratterizzano. Sproporzionatezza: queste persone vivono in maniera sproporzionata rispetto alla situazione reale. Questo primo aspetto della paura è molto importante poiché la sensazione di dolore rappresenta una situazione molto impegnativa per l’individuo.

Irrazionalità: essendo sproporzionata, la paura che si sperimenta nell’algofobia non può essere spiegata dalla ragione. La paura è irrazionale anche per la persona che la vive.

Persistenza nel tempo: la paura non è transitoria, persiste nel tempo e si manifesta sempre a meno che l’intervento non venga raggiunto e superato.

Disadattamento: le sensazioni vissute dal soggetto non gli permettono di adattarsi bene al suo ambiente e possono causare una serie di ripercussioni negative. Di fronte allo stimolo ansioso queste persone sviluppano sintomi legati all’aumento dell’attività del sistema nervoso autonomo. Si possono verificare anche: aumento della frequenza cardiaca, aumento della frequenza respiratoria, dilatazione pupillare, sudorazione eccessiva o tensione muscolare. Il fobico soffre anche di sintomi cognitivi: i pensieri relativi alla paura dello stimolo temuto tendono ad essere numerosi e altamente incontrollabili. In una persona algofobica il principale sintomo comportamentale è l’evitare lo stimolo temuto e qualsiasi esperienza che possa causare dolore.

Come si cura

Come si può curare questa persona? È necessario prima di tutto prendere coscienza del problema. Esistono trattamenti efficaci che consentono, nella maggior parte dei casi, di superare il disturbo ed eliminare i componenti fobici. In questo senso, lo strumento terapeutico che ha mostrato tassi molto alti di efficacia è la psicoterapia: l’aspetto fondamentale che viene trattato è l’esposizione, impedendo alla persona di evitare le loro situazioni temute e avvicinandosi gradualmente a loro fino a superare la paura fobica. Una terapia cognitiva può ritenersi molto efficace quando si tratta di modificare tutti quei pensieri distorti sul dolore e sulla malattia. Un’altra cura valida è l’ipnosi.

2019-03-21T11:30:32+02:009 Aprile 2019|Medicina, Mente, News, Psichiatria e psicologia|0 Comments

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