Occhio e raggi solari: quanto è importante la prevenzione?

A cura dei dott. Alessandro e Jacopo Franchini – L’occhio, per la sua collocazione e per la sua funzione, è particolarmente esposto alla luce solare, verso la quale presenta meccanismi di protezione legati sia a fattori meccanici, come l’aggrottamento delle sopracciglia e la contrazione delle palpebre e dello sfintere pupillare, sia alla presenza del cristallino e dei pigmenti retinici capaci di filtrare la maggior parte delle lunghezze d’onda nocive. Tuttavia queste protezioni non sempre sono sufficienti e si possono così determinare tutta una serie di patologie, a volte caratterizzate da solo fastidio, e altre volte invece da alterazioni altamente invalidanti per la funzione visiva. La radiazione solare è formata da raggi di lunghezza d’onda diversa, alcuni nello spettro del visibile e altri del non visibile, particolarmente nocivi per l’uomo. Tra questi gli ultravioletti, con una lunghezza d’onda tra i 200 ed i 400 nm, sono i più pericolosi e vengono per la maggior parte bloccati dalla fascia di ozono che circonda l’atmosfera; anche da questo si intuisce il rischio che i cambiamenti climatici e l’allargamento del buco dell’ozono possono avere sulla nostra salute ed in particolare sulla salute dei nostri occhi e della nostra pelle. In particolare la radiazione UVB rischia di danneggiare la parte più esterna dell’occhio, la cute, la cornea, la congiuntiva ed il cristallino, mentre la radiazione UVA è capace di penetrare in profondità e danneggiare la retina ed in particolar modo la macula (Fig 1).

Fig. 1 Penetrazione delle diverse lunghezze d’onda all’interno dell’occhio umano

La loro intensità è maggiore nelle ore centrali della giornata, alle basse latitudini e aumenta con l’altitudine. Spostandosi nello spettro del visibile, è stato evidenziato che anche la lunghezza d’onda del violetto ed in parte anche quella del blu possono essere nocive. Tuttavia limitare l’esposizione a queste lunghezza d’onda visibili non è privo di effetti collaterali, sia per quanto riguarda la qualità della visione e soprattutto la sensibilità al contrasto alle basse luminanze, sia per quel che riguarda il ritmo sonno-veglia. È stato infatti dimostrato che la radiazione blu ha un’importante azione modulatrice sulla liberazione di melatonina, favorendo quindi il ritmo circadiano. Ma quali sono i danni che la luce solare può provocare ad un occhio non adeguatamente protetto? Innanzitutto l’esposizione continua può provocare o aggravare una preesistente secchezza oculare o determinare infiammazioni della congiuntiva con segni come chemosi ed iperemia, e svariati sintomi come lacrimazione, prurito, bruciore e sensazione di corpo estraneo. In caso di esposizioni prolungate di forte intensità anche la cornea può essere interessata da una forma di cheratite puntata, la cosiddetta cheratite attinica che si manifesta con un forte dolore accompagnato da lacrimazione, blefarospasmo e sensazione di corpo estraneo. Importante è anche l’azione che certe lunghezze d’onda, soprattutto quelle ultraviolette possono avere nell’insorgenza di una cataratta (Fig 2).

Fig. 2 Estrazione di cataratta femto laser assistita

Già da molto tempo è stato infatti evidenziato che le popolazioni più esposte, sia per motivi lavorativi che di residenza, alla luce solare hanno un rischio di sviluppare cataratta 10 volte superiore rispetto a quello delle popolazioni meno esposte. Dal momento che si tratta di un rischio cumulativo legato soprattutto alla dose degli invisibili UVB accumulata negli anni, non è mai troppo tardi per iniziare a proteggersi indossando occhiali da sole. Sicuramente però la patologia più grave favorita dalla radiazione solare è la degenerazione maculare legata all’età nelle sue due forme, essudativa o secca. Tale malattia costituisce la prima causa di cecità nei paesi occidentali sviluppati. In Europa l’1% delle persone di età superiore ai 50 anni, il 14% di quelli di età superiore ai 75 ed il 30 % di quelli di età superiore agli 85 anni sono affetti da questa patologia. È stato inoltre ipotizzato che nei prossimi 25 anni questi valori triplicheranno. Anche se non esistono evidenze scientifiche sicure di un coinvolgimento della radiazione solare nella genesi di questa patologia, alcuni studi hanno supposto che la radiazione ultravioletta, quella violetta e anche una parte della radiazione blu e quindi nel visibile, possano determinare uno stress ossidativo o infiammatorio a livello della porzione più centrale della retina, la macula, dove risiede il massimo del potere discriminativo dell’occhio. Questo determina una grave compromissione dell’acuità visiva con una perdita della visione centrale e quindi l’incapacità di leggere, mentre il campo visivo periferico resterebbe pressoché normale (Fig 3).

Fig. 3 Maculopatia

Detto questo, nonostante sia stato dimostrato in maniera incontrovertibile che una parte delle lunghezze d’onda che compongono la radiazione solare possa aggravare patologie oculari preesistenti o addirittura esserne la causa primaria, recenti sondaggi hanno dimostrato che la maggior parte degli italiani non dà importanza alla protezione degli occhi dai raggi del sole. Infatti le ragioni principali per cui si preferisce un occhiale ad un altro sono in genere quelle estetiche, dettate dalla moda, ad esempio il colore e la forma delle lenti e delle montature, seguite da quelle economiche; solo una piccola parte dei compratori riconosce come motivo principale dell’acquisto la qualità del fattore di protezione, mentre il 57% degli Italiani non tiene in nessun conto la protezione come motivazione della scelta. È bene ricordare inoltre che più del 50% degli italiani non indossa mai o quasi mai occhiali protettivi e che solo un italiano su 10 è a conoscenza della potenziale nocività dei raggi solari: inoltre il 50% di questi ritiene che tutti i danni siano reversibili. Paradossalmente, un italiano su 5 ritiene che l’utilizzo di occhiali da sole sia nocivo per la vista. Ma quali sono le caratteristiche di una lente che dovrebbero essere prese in considerazione nella scelta? Quando si acquista un paio di occhiali da sole la prima cosa da verificare è la presenza del marchio CE obbligatoria dal 1995 e di una nota informativa, che in sostanza è una autocertificazione del produttore che attesta la conformità alla direttiva europea 89/686 che detta norma in merito alla capacità delle lenti di filtrare le radiazioni UV, di resistere agli urti, di non provocare distorsioni dell’immagine e di non avere alcun potere refrattivo.

Tutto questo anche perché sul mercato stanno dilagando prodotti di origine asiatica, a prezzi irrisori, che non sono conformi a nessun criterio di sicurezza. Molto importante è anche la forma della montatura, che dovrebbe essere avvolgente ed impedire ai raggi solari di passare lateralmente. Grande importanza va data, inoltre, al colore delle lenti in quanto solo alcuni cromofori sono in grado di bloccare le radiazioni nocive. Pertanto la nostra preferenza dovrebbe cadere su colori come il grigio, il verde e il marrone. Altri colori che seguono solamente la moda del momento come il rosa, il rosso o l’azzurro non solo non filtrano a sufficienza le radiazioni nocive ma addirittura possono essere dannosi in quanto, diminuendo l’intensità della luce, bloccano i naturali meccanismi di autodifesa e favoriscono la dilatazione della pupilla aumentando la quantità di luce che raggiunge la retina. Infine, per migliorare la qualità della visione la scelta del colore dovrebbe essere anche correlata al tipo dell’eventuale vizio di refrazione. Infatti, mentre le lenti grigie vanno bene per tutti, nei pazienti miopi la scelta dovrebbe ricadere su colori come il marrone mentre nei pazienti ipermetropi su colori come il verde.

2019-06-06T12:06:26+02:0022 Giugno 2019|Uncategorized|0 Comments

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