Il trattamento appropriato per la dermatite atopica varia in base a diversi fattori, tra cui la gravità della malattia, l’estensione e la localizzazione dell’area corporea interessata, le pregresse terapie effettuate, l’età, la possibile aderenza al trattamento da parte del paziente, le comorbidità e la qualità di vita del paziente. La gestione ottimale della dermatite atopica richiede un approccio multiplo che prevede l’eliminazione dei fattori esacerbanti, il ripristino della funzione di barriera cutanea attraverso l’idratazione della pelle, l’educazione del paziente e il trattamento farmacologico topico e sistemico, ove necessario. Il fallimento del trattamento dovuto alla scarsa aderenza, in particolare alla terapia topica, è comune ed è legato a paure irrazionali sui potenziali effetti avversi dei corticosteroidi (corticofobia), specialmente topici, a un’informazione insufficiente e alla scomodità dei pazienti. Pertanto, i medici dovrebbero dedicare il tempo necessario a spiegare la malattia e il suo trattamento e a mantenere il regime semplice e personalizzato per il singolo paziente. I principi obiettivi dell’approccio terapeutico includono la riparazione della barriera epidermica con emollienti, l’evitamento dei singoli fattori scatenanti e la soppressione dei segnali infiammatori che caratterizzano la dermatite atopica. Nelle forme lievi o lievi-moderate, l’approccio terapeutico prevede terapie topiche con corticosteroidi o inibitori della calcineurina. A queste opzioni terapeutiche tradizionali si aggiunge il crisaborolo, un inibitore topico dell’enzima fosfodiesterasi 4 recentemente approvato da FDA ed EMA per il trattamento della dermatite atopica da lieve a moderata nei pazienti e pediatrici adulti a partire dai 2 anni di età con ≤ 40% di superficie corporea (Body Surface Area, BSA) interessata. Nei casi resistenti a terapia topica o forme da moderate a severe, può essere considerata la fototerapia come valida opzione terapeutica.
l’approccio terapeutico prevede l’utilizzo della fototerapia o di farmaci sistemici che includono farmaci sistemici tradizionali e terapie-target recentemente approvate per il trattamento della dermatite atopica. Le terapie sistemiche tradizionali includono corticosteroidi sistemici (per brevi cicli di trattamento), ciclosporina (unico con indicazione per dermatite atopica), metotrexato, micofenolato mofetile, ed azatioprina il cui uso è invece da considerarsi off-label. Da qualche anno, sono disponibili nuove terapie-target in grado di inibire selettivamente uno o più mediatori coinvolti nel meccanismo patogenetico della dermatite atopica, in particolar modo, i mediatori dell’infiammazione di tipo 2. Il primo farmaco biotecnologico a somministrazione sottocutanea, approvato per il trattamento della dermatite atopica moderata-severe è stato dupilumab: un anticorpo monoclonale IgG4 completamente umano che si lega alla subunità alfa del recettore per l’IL-4 (IL-4Rα), inibendo la trasduzione del segnale dell’interleuchina 4 e dell’interleuchina 13. Un secondo anticorpo monoclonale IgG4 completamente umano a somministrazione sottocutanea, tralokinumab, è stato approvato per il trattamento della dermatite atopica. Esso si lega in modo selettivo all’IL-13, neutralizzandone così l’attività biologica. La trasduzione del segnale proinfiammatorio è in parte legato alla via intracellulare mediata da membri della famiglia delle Janus chinasi (JAK), in particolar modo da JAK-1 e JAK- 2. Una classe di farmaci orali in grado di inibire selettivamente JAK-1 (upadacitinib ed abrocitinib) o JAK-1 e JAK-2 (baricitinib) ha ottenuto indicazione per la dermatite atopica moderata-severa, ampliando così l’armamentario terapeutico a disposizione del dermatologo per la gestione ed il controllo ottimale della malattia. Va sottolineato, inoltre, come la disponibilità di diverse opzioni terapeutiche permetterà in futuro di impostare un approccio terapeutico personalizzato, identificando il profilo del paziente “ideale” per l’una o l’altra terapia.